Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/40

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naturali ed acquisite. 39

tutti i suoi sentimenti ai principii. Saranno questi tanto meno esposti alle vicissitudini quanto le base, su cui riposano è larga e solida. Una grande idea domina ed abbraccia presso lui tutte le altre. Siccome essa comanda alle disposizioni volontarie, rattenute da essa nel lor freno, ella si accresce e si fortifica ancora in forza di loro a sua volta. I principj particolari delle nostre inclinazioni, da che cesserebbero di derivare da quel principio superiore, anderebbero soggetti ad una moltitudine di eccezioni e di pericolosi cangiamenti; il vivo e spiritoso Alceste così dice. «Io amo e stimo la mia sposa, perchè è bella, carezzevole e sensata.» Non potrebbe accadere che, se venisse il malore ad alterare i tratti incantevoli di questa giovane sposa, se l’abbandonassero le sue grazie, se l’età la rendesse affannosa e se le lusinghe della prima seduzione fussero svanite, cessasse Alceste di trovar la sua donna sì sensata e sì amabile in preferenza di ogni altra? Da che disparve la cagione del prestigio, che diverrà mai l’inclinazione che il fè nascere? Volgendovi per contrario al saggio e benevolo Adrasto, la cui riflessione lo trasse a dire a se stesso: «Io amerò e rispetterò costei, perchè è mia sposa». Questo sentimento è d’un anima grande; e dalla sua stessa nobiltà gli viene la garantia dalla sua durata; le momentanee attrattive possono ecclissarsi presso colei che n’è l’oggetto: con ciò resterà sempre sua sposa, e sempre degna degli omaggi suoi, non fusse pure che a questo titolo solo; giacchè il principio sublime resta sempre, senza mai obbedire all’inconstanza da cui van regolate le cose esterne della vita.