Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/45

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44 delle disposizioni personali

vi è inchinevole, se il suo giudizio non acquista qualche maturità, io non sarei garante ch’ei non divenisse un vecchio sciocco rimbambito.

Il temperamento che suol dinotarsi colla denominazione di collerico, o pur bilioso, ha un sentimento dominante per quella specie di sublime, che si fà trarre dal grandioso e dal magnifico. Quel che presso di noi dà luogo a tale impressione non è, per esattamente parlare, che lo splendore della stessa sublimità od un calore vivissimo ed assai deciso, proprio a velare l’interno della cosa o della persona, che sovente, privo d’un voler reale, non ha che il merito d’una fastosa apparenza. Ricoverto un tale edifizio d’intonaco figurativo di scolture, ingannando l’occhio, tanto più piace come se fusse realmente ciò che sembra di essere; attaccati i suoi pilastri alle pareti della muraglia, le sue cornici applicate al comignolo, mancano inutilmente d’una real solidità; la delusa immaginazione prestasi alla menzogna: così brillano le virtù fattizie, vero concettino di saggezza e merito in dipintura.

Il bilioso ha cura del suo proprio merito, di quello delle cose che gli appartengono e delle sue azioni, sotto il rapporto dello splendore, e dell’apparenza che debbono colpire gli altrui sguardi. In quanto a ciò che riguarda la proprietà della cosa, o i motivi della reale apprezzazione che il soggetto contiene in se stesso, ei resta freddo. Niun sentimento di benovolenza riscalderà il suo cuore; niuna emozione di rispetto no ’l porterà a inclinarsi innanzi ad una nobile superiorità. Non stimerà felice se stesso che per quanto piaccia agli altri il riguardarlo come tale. Tutto è calcolo presso di lui; ei pren-