Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/47

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46 delle disposizioni personali

d’altronde d’una utilità quasi generale, come quella della stessa virtù, otterrà presso il volgo, il riguardo accordato a servigi più disinteressati. Gl’impone in vero la parte ch’ei fa tra gli uomini l’obbligo di starsi in guardia contro gli occhi che ne potrebbero penetrare l’artifizio; giacchè ignorasi da lui che la scoverta d’uno sfrenato desio di riputazione, sola molla del suo vivere, abbatterebbe in un momento tutto quell’apparecchio d’onore sì penosamente innalzato. Sì fattamente, dissimulato per abitudine, ipocrita in materia di religione, adulatore nel commercio del mondo, passando da un partito politico all’altro, secondo le loro conseguenze, si farà volentieri lo schiavo titolare de’ grandi per pagar loro il suo dritto d’oppressione su gl’infimi. La franchezza, bella e nobile sincerità che porta l’impronta della natura e non quella dell’arte (giacchè la franchezza non s’apprende1, gli è totalmente straniera.

In seguito, lorchè questo tal sentimento s’approssima al suo tralignamento, vivissimo e duro d’un modo dispiacevolissimo, e quasi offensivo, diviene il suo lustro2. Il suo stile caderà in

  1. Un bellissimo dettato del principe di Talleyrand, parrebbe insinuare il contrario; ma come, nel senso di quest’uomo di Stato, trattavasi soltanto della immunità sopravvenuta ad un ministro, pensiamo bene che ben potrebbe impararsi. (Keratry)
  2. Non sarebbe questo il carattere del cardinale di Richelieu dipinto da mano maestra, soprattutto se gli si ravvicinano i differenti tratti di cui Kant ha fatto uso per disegnare il temperamento bilioso? (Keratry)