Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/9

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VIII

mente la verità; convien pure che tutti gli occhi soffrir possono il suo lume, fra gli uomini almeno che coltivarono il loro intelletto.

Ci asterremo quì di parlare degli scritti di metafisica trascendente del dottor Kant. Le sue Considerazioni sul sentimento del Sublime e del Bello han dovuto fissare la nostra attenzione, come probabilmente la fisseranno pure d’ogni leggitore che si compiacerà di nuove osservazioni e prese in un ordine di cose positivo. Amabile ed attraente è in quest’opera il grave filosofo, perchè non mai si tien lungi dalla natura. Sovente profonde riescono le sue osservazioni; ma non si allontanano pertanto della sfera della vita comune; siffattamente adunque, ne divien facile a ciascuno di applicarle. Leggerle, non è già uscire dal proprio precinto, per poco però che l’appartamento trovasi in suppellettili. Debbono prendervi gusto soprattutto le donne, alle quali và questo scritto, nella sua maggior parte, consacrato. Ben trattate dall’autore, parrebbero avernelo ricompensato, nell’aiutarlo a disegnare i loro più fini e dilicati tratti. Al livello del soggetto che tratta, ne ha Kant tutta la grazia, in che il tro-