Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/91

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90 del sublime e del bello

che, più d’ogni altro popolo, abbasserà lo ginocchio dinanzi l’opinione, in che, e a nostro gran dispiacere, il suo carattere ci pare di mancare di quella energia che colla coscienza dei mezzi, lo porterebbe infallibilmente ad una bella originalità. Troppo imbarazzato per ciò che penseranno gli altri di lui, egli affievolisce, per questa condiscendenza, le sue qualità morali; e queste, perchè troppo ossequiose verso la moda e le usanze, ne ricevono un aria falsa e infinta.

Naturalmente amico all’ordine ed al travaglio, l’olandese sempre occupato dell’utile scopo delle sue menome intraprese, poche attrattive avrà pel Bello e ’l Sublime presi nel senso loro lo più elevato. Un grand’uomo, non significa altra cosa per lui che un uomo ricco; nominare gli amici suoi, è parlare de’ suoi corrispondenti, ed ogni visita che non rende nulla è riputata ben tosto noiosa. Nel suo perfetto contrasto col Francese e l’Inglese, sembraci il Batavo in certo modo, un Alemanno gravemente flemmatizzato.

Proviamoci nollostante di applicare le osservazioni nostre ad alcuni casi particolari, per esepio, al sentimento dell’Onore; noi vedremo per quali graduate variazioni questa pruova farà passare ogni nazionale carattere: nel Francese, l’onore sarà vanità; nello Spagnuolo, arroganza; nell’Inglese, orgoglio; nell’Alemanno, alterigia; e nell’Olandese, vento o gonfiezza; al primo colpo d’occhio, queste espressioni hanno un solo aspetto di fisonomia; epperò la ricchezza della nostra lingua alemanna dà a ciascuna certo che di positivo e di determinato. La varietà si pone a ri-