Pagina:Kant - Considerazioni sul sentimento del sublime e del bello, Napoli, 1826.djvu/93

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
92 del sublime e del bello

terìgia nel carattere chiamerà sempre i modi ciriminosi nei rapporti sociali. L’uomo ampolloso è colui che lascia sempre scorgere, nella propria condotta, che poco gli cale d’altrui. Il suo ignobile tuono e baldanzoso1 tanto più allontanasi da un dilicato gusto, che accusa completa mancanza di spirito; giacchè, senza fallo, non è un trattare onorevolmente se stesso, lo spargere a se dattorno un insultante disprezzo, per raccogliere in seguito l’odio e la satira, che ne sono il commune compenso.

Provvisti l’Alemanno e l’Inglese di buonissimo stomaco, non mancano in amore di dilicatezza nel gusto; sano è solido però è principalmente il loro appetito; l’Italiano, contemplativo, si nutre di poco; di chimere si pasce lo Spagnuolo, ed il Francese è assaggiatore e leccardo.

La religione sotto le cui leggi esiste la parte del mondo che noi abitiamo, non proviene d’alcuna scelta particolare; più sublime e rispettabile è l’origine sua: quindi non cercherem noi indizii di diversi nazionali caratteri che nei soli traviamenti del sentimento religioso e nella lega puramente umana che ne ha occasionato il tra-

  1. Sotto questo aspetto presentavansi un tempo nostri finanzieri. Per tutti i paesi, i divenuti ricchi hanno la stessa fisonomia. Tutte queste insensibili variazioni di sentimento sono difficilissime a tradursi in un altra lingua diversa da quella che si è prestata ad esprimerne l’idea originale. Scriveva Kant il suo trattato in Alemanno; e, se gli tornava facile di crearvi parole, questa stessa facilità non può mancare di far disperare i traduttori. Non è la prima volta ch’essa ha prodotte su di noi tale impressione. (Keratry)