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122 LA RELATIVITÀ GENERALE

negative, nozioni che, anch’esse, a tutta prima sembrano al di fuori del concreto, e che non sono state introdotte che per spiegare i risultati dei calcoli.

Basandoci sulle nostre concezioni delle leggi naturali, siamo condotti a giudicare intorno al loro valore in base alla loro attitudine a rispondere a tutte le nostre questioni, il che noi vogliamo anche fare per le nostre ipotesi sulla quiete e sul movimento; ma io non posso rimproverare tuttavia ad una legge naturale di darmi di piú di quanto io voglio utilizzare. Sotto il pretesto che non contraddice brutalmente queste leggi, una rappresentazione, caricata di ogni sorta d’ipotesi annesse, non è necessariamente l’immagine della realtà. Sono io forse obbligato a giudicare a priori qualcuno come persona onorevole per il solo fatto ch’egli non ha avuto mai a che fare col codice penale?

E d’altra parte che cosa si intende esattamente per “reale”? Dato che si concepisce un determinato stato di quiete come la schietta quiete, la quiete “vera,” si suppone uno spazio assoluto, che la teoria della relatività ha per scopo di rendere superfluo.

Il secondo ordine di riflessioni ci avvicina, forse ancor di piú, allo spirito del principio di relatività. La miglior cosa per rappresentarci la relatività di un movimento è di figurarsi un sistema d’ordine superiore, nel quale l’oggetto in questione è effettivamente in quiete. Se si vuol considerare il treno in marcia come in quiete non si deve fare altro che pensare che esso viaggia