Pagina:Kirchberger - Teoria della relatività, 1923.djvu/23

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20 INTRODUZIONE

di relatività non è in difetto; dobbiamo solamente risolverci a considerare l’aria come un sistema allo stesso titolo dei precedenti.

Ma questo studio della propagazione del suono ci conduce a porre un problema la cui importanza è divenuta straordinaria, quello della propagazione della luce nei sistemi in movimento. Dobbiamo credere ch’essa sia relativa al sistema mobile, come il lancio della palla? O relativa al sistema in quiete come per il suono? E a quale sistema in quiete? Per il suono è l’aria che ne è il mezzo di propagazione: qual’è dunque questo mezzo per la luce? Poniamo questa questione senza alcuna idea preconcetta; si risponderà: la luce si propaga nell’etere. Ma che cos’è questo etere? L’esistenza dell’aria, in seno alla quale si propaga il suono, ci è dimostrata senz’altro dall’azione del vento, per esempio; noi la conosciamo senza possibile dubbio, grazie alla fisica ed alla chimica. Al contrario, dell’etere non sappiamo affatto nulla; la stessa astronomia non offre la benché minima ragione d’essere ad un elemento universalmente diffuso nello spazio; in particolare non sembra ch’esso, se esiste, influenzi in nulla i movimenti dei corpi celesti; forzando un po’ le nostre espressioni, pare che l’etere non abbia altra funzione nell’universo intero che quella di dare una spiegazione puramente verbale della propagazione della luce nello spazio. Le questioni precedenti diventano quindi più interessanti: in fatto non è possibile prevedere alcun che della loro soluzione; l’esperienza solamente ci darà la risposta.