Pagina:Kirchberger - Teoria della relatività, 1923.djvu/27

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24 LA RELATIVITÀ PARTICOLARE

ha la benché minima influenza sulla propagazione della luce. Sia che si propaghi nell’aria in calma, sia nella direzione della sua corrente o in senso inverso, la luce non va né più veloce né più lentamente di un millesimo di un trilionesimo di secondo; sembra che essa non sia influenzata in nulla dai movimenti del mezzo nel quale si propaga. Riportiamoci agli esempi del gioco della palla e della propagazione del suono sulla nave in marcia. La luce non si comporta come la palla che partecipa al movimento del battello e che, in conseguenza, vista dalla costa, sembra spostarsi più velocemente quando si muove nel medesimo senso del battello, più lentamente se si sposta in senso inverso. Essa si comporta piuttosto come il suono, che non partecipa in nulla al movimento del battello sul quale lo si produce, e si propaga con la stessa velocità verso l’avanti o verso l’indietro per l’osservatore posto sulla riva. Secondo la formola abituale: “Se da un sistema in quiete, consideriamo la propagazione della luce in un sistema in movimento, constatiamo che detta propagazione è in esso assolutamente estranea e avviene nel sistema in quiete.”


b) L’esperienza di Michelson


Il risultato dell’esperienza di Fizeau pone naturalmente un nuovo problema, quello della propagazione della luce nel mezzo in movimento per un osservatore facente parte di questo mezzo. Ci