Pagina:L'Effigie di Roma.djvu/13

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

effigie di roma 13

che pure Roma si vegga rappresentata in qualche biga o quadriga, così lo Zoega Bassiril. I. p. 338 volle riconoscerla sul bigato n. 91 Curiatia4, il Cavedoni Ragguaglio p. 265 sul quadrigato n. 216 Vibia, ma essi non hanno trovato l’approvazione degli altri. Nè potrei io sostenere siffatte spiegazioni, perchè tutte quelle divinità rappresentate sui carri Giove, Giunone, Minerva, Luna, Vittoria, Diana, Venus, Hercules, Apollo, Mars, Libertas, Magna Mater, Ceres, Neptunus, Sol, Saturnus, hanno nel periodo, al quale appartengono i bigati e quadrigati, avuto a Roma un tempio o sacello con culto, mentre manca ogni notizia di tal genere intorno alla stessa Roma personificata. Per altro neppure fra i monumenti dell’epoca imperiale si conosce alcuna rappresentanza con la figura di Roma posta sopra un carro; e sarebbe stato poco conveniente di raffigurare la personificazione di una città in un concetto, che la facesse muovere e cambiar posto in modo concitato.

I Castores vanno a cavallo in gran fretta e sui bigati e quadrigati più antichi i carri sono tirati di carriera, in modo che i tipi dell’epoca anteriore hanno di comune l’idea di raffigurare le divinità portate dai loro animali nel movimento il più veloce possibile. Tale idea però più tardi si modificò. Alla quadriga concitatissima di Giove combattente succede infine quella che porta Giove trionfatore in passo di processione solenne e sopra alcuni bigati più recenti Libertas, Ceres, Magna Mater stanno sopra carri tirati a passi lenti. Si è finora poco studiato il carattere artistico dei cambiamenti introdotti nei tipi dei denari, né serve ora entrare nelle particolarità, basta accennare alla grande differenza che esiste fra i denari appunto in riguardo all’azione in cui le figure vi sono rappresentate. Si vorrebbe dire che i tipi più antichi fossero originati sotto l’influenza del concetto, che la moneta abbia da muoversi e mettersi in corso. Imperciocchè nei tipi è data una parte più rilevante ai cavalli e carri, che alle stesse divinità, e