Pagina:L'Effigie di Roma.djvu/14

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14 strenna festiva

si osservi che cavalli e carri sono i mezzi di velocità più grande che l’antichità conoscesse5. Ma mentre sui denari più antichi cavalli e carri vanno sempre di carriera, al contrario sui denari più recenti appena si trova un’azione un po’ agitata. Le figure espostevi stanno tranquillamente assise o in piedi, o hanno lasciato il posto a oggetti inanimati, emblemi ecc. Questi denari perciò vengono caratterizzati piuttosto come cosa che non si muove, ma si tiene ferma nella mano. Un bel confronto offre una classe contemporanea delle antichità etrusche, i graffiti degli specchi, le cui composizioni sono in genere sempre di carattere posato e tranquillo.

A siffatta seconda categoria dei tipi appartengono tutti quelli che raffigurano Roma. La figura di Roma non si vede mai in mossa agitata, ma sempre in posizione tranquilla sia assisa sia ritta in piedi, né vi si mostra occupata quasi in altro atto che in quello d’incoronare altrui, o di essere incoronata lei stessa; lochè, come si concederà, conviene benissimo all’idea d’una città personificata. Sui denari di questa classe la figura di Roma è la più frequente, non vi si vede però mai ripetuta nel medesimo modo, I monetari più antichi sono in genere stati contenti di individualizzare i loro denari mediante l’insegna o il nome, senza variare i tipi dei Castores o dei carri colle divinità più propizie, ma più tardi l’uso, o forse la legge spinse i monetari a comporre per ogni emissione un nuovo tipo. Avendo dunque ogni denaro un altro tipo, bisogna illustrarli separatamente. Quanto all’età serve rilevare brevemente, che secondo gli studi dei tesori nuovamente scoperti il Mommsen Sallet Zeitschr. II p. 32 sgg. mette due di essi nella quarta epoca dei denari che corre fra gli anni 640 e 650 di Roma, due altri poi nella quinta 650-670 ed i rimanenti negli anni posteriori ai tempi di Sulla.

Comincio col denaro anonimo n. 181, esemplari del quale si sono già trovati nei tesori spagnuoli.