Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/164

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perto un nuovo mondo (quantunque la prima gloria si debba a Colombo, splendore di Genova), affinchè tutte le genti vengano associate sotto la medesima legge. Questi filosofi saranno dunque eletti da Dio a testimonianza della verità. Conosco quindi che noi ignoriamo quanto noi stessi facciamo, ma tutti istrumenti di Dio serviamo ai suoi fini, ed anche quello che per cupidigia di ricchezze va in traccia di nuove regioni. Altissimi poi sono i fini di Dio. Il sole tende ad abbruciare la terra, non a produrre uomini o piante, ma Dio si serve della loro lotta per siffatte produzioni. A lui dunque siano lodi e glorie.

Amm. Oh se tu sapessi quai cose abbiano imparato dall’astrologia ed anche dai nostri Profeti intorno al secolo venturo! Essi dicono che a’ giorni nostri avvengono più fatti degni di storia in cento anni che nei quattromila del mondo anteriore, che maggiore numero di libri furono pubblicati in questo ultimo secolo che nei cinquanta passati, e non cessano di encomiare l’invenzione della stampa, della polvere da cannone e della bussola; segni particolari e istrumenti insieme dell’unione di tutti gli abitanti del mondo in un solo ovile. Queste meravigliose invenzioni avvennero, aggiungono essi, mentre una grande congiunzione avea luogo nel triangolo di Cancro nell’abside di Mercurio e dello Scorpione sotto l’influenza della Luna e di Marte, potenti in questo triangolo per le nuove scoperte di mare, alle nuove armi e ai nuovi regni. Ma quando, e non andrà guari, l'abside di Saturno entrerà nel Capricorno, quella di Mercurio nel Sagittario, quella di Marte nella Vergine, dopo le prime e grandi congiunzioni e l’apparizione di una nuova stella in Cassiopea, sorgerà una nuova monarchia, seguirà la piena riforma delle leggi e delle arti; s’intenderanno profeti, e nell'universo pienamente rigenerato la santa nazione verrà ricolma di ogni sorta di beni; ma prima si dovrà abbattere e sradicare, poi edificare e piantare.... Ma ten prego lasciami partire che mi chiamano altrove mille faccende. Solo