Pagina:L'Utopia e La città del Sole.djvu/165

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la citta' del sole. 141

sappi aver essi di già ritrovato l'arte di volare, l'unica che sembri mancare al mondo; e credono vicina la scoperta di istrumenti ottici con cui scopriransi nuove stelle, ed anche quella di istrumenti acustici così perfetti che con essi s'arriverà ad ascoltare la musica dei cieli.

G. M. Hem! ah. ah, ah.... Tu parli benissimo, ma parmi che questa gente astrologizzi troppo. E come mai possono le stelle fare e sapere tanto? Io ti dico che quaggiù tutto succede al tempo determinato da Dio.

Amm. Essi pure mi risposero essere Dio immediatamente la causa di tutte le cose, ma solo come causa universale e non particolare, primitiva e non secondaria. Poichè Dio non mangia quando Pietro mangia; non ruba quando Paolo ruba, sebbene derivi da lui l’essenza e la facoltà di potere mangiare e rubare, come da causa immediata dalla quale dipende ogni altra più particolare che modifica l’immensità dell’azione divina.

G. M. Oh come ragionano bene! I nostri dottori scolastici, e principalmente S. Tommaso, dicono lo stesso contro i filosofi maomettani, che professano l'opinione contraria.

Amm. Dicono dunque che Dio assegnò cause universali e particolari ad ogni effetto, e che le particolari non possono agire se non agiscono le universali. Poichè non fiorisce una pianta, se il sole non la riscalda davvicino. I tempi poi sono effetti delle cause universali, cioè delle celesti. Noi dunque tutti operiamo, operando il cielo. Le cause libere si servono del tempo a favore proprio e talvolta anche pel bene delle altre cose. Poichè l’uomo col fuoco sforza gli alberi a fiorire, colla lampada rischiara nell’assenza del sole la propria casa. Le cause naturali poi agiscono nel tempo. In quella maniera dunque ch’alcune cose si fanno di giorno, altre di notte; alcune nell’inverno, altre nell’estate e nella primavera o nell’autunno, e ciò tanto dalle cause libere che dalle naturali; così altre cose si fanno in questo od in un futuro secolo. E sic-