Pagina:L'acqvedotto pvgliese le frane ed i terremoti.djvu/13

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eziandio a gran parte della regione fra tali località e Melfi, ove appunto decorre il canale principale nelle condizioni geologiche già discusse, il quale viene ad attraversare in senso E-W circa la vasta zona epicentrale del grande parossismo del 1694, riuscito disastrosissimo in parte della Basilicata, dei Principati e delle regioni limitrofe causando oltre 3600 vittime. Infine abbiamo visto come il tratto di conduttura circostante il Vulture interessi un altro distretto sismico, la cui attività à dato il tipico terremoto del 1851, che sconquassò Melfi, Barile, Rapolla ecc. causando nella ristretta area delle maggiori rovine, di circa 35 km. di diametro, danni immensi agli edifici pubblici e privati e 628 vittime, 444 delle quali nella sola Melfi.

Ora il tracciato dell’acquedotto preso in considerazione era quello del progetto di massima 30 settembre 1899, alquanto modificato nel successivo del 20 ottobre 1902, da noi ignorato allorquando scrivevamo le prime nostre considerazioni. Questo nel tratto Caposele-Minervino diversifica dal precedente in due punti: passa a mezzodì anzichè a settentrione del gruppo del Vulture, cioè, dopo aver toccato Atella, corre in vicinanza di Ripacandida e di Venosa per ricongiungersi nei pressi di questa città al precedente tracciato che poi segue con lieve variazioni; in secondo luogo la diramazione di Foggia invece di staccarsi all’imbocco della galleria di Monte Solorso (progressiva m. 49.178) ha origine nella località detto «Le Fosse», anteriormente alla piccola galleria di tal nome (progressiva m. 59.720). Con tale variante egli è ben vero che resta abbreviato di una diecina di chilometri il decorso entro la zona epicentrale del disastrosissimo terremoto del 1694, ed evitata l’area mesosismica del parossismo del Vulture del 1851, ma la conduttura con la variante introdotta resta maggiormente esposta alle manifestazioni sismiche dei centri che hanno dato luogo ai tipici terremoti del 1561, del 1826, del 1857 ecc. ecc.

Per di più la diramazione principale per Foggia, che esce al suo inizio dalle zone epicentrali dei maggiori massimi sismici della regione, accostandosi a tale città viene ad interessare un’area classica di scuotimenti assai violenti e localizzati: basterà citare a tal proposito il periodo sismico del 1731, per il quale un terzo circa degli edifici di Foggia e la maggior parte delle case e masserie nella pianura attigua alla città furono del tutto o quasi dalle veementi concussioni del suolo diroccate, mentre quelle situate a distanza maggiore risentirono danni assai notevoli, ma pur tuttavia incomparabilmente minori. Infine aggiungeremo che nel progresso del suo sviluppo tale diramazione decorre entro una delle aree sismiche della Capitanata che hanno dato le più violenti e nu-