Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/67

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
58 PRIMI SUCCESSI.

scrittarelli di pregio, tra quali ci piace notare un sunto del libro del Lavater, nell’intento generoso di dimostrare che il sistema fisionomico attribuito al

    da notarsi, ciascuna delle punte, la meridionale cioè e la settentrionale, e quest’ultima principalmente, presentavano con la maggior precisione e chiarezza una debole decrescente grigio-azzurra continuazione di luce, la quale gradatamente diminuendo, si estendeva entro l’emisfero oscuro in maniera, che il lembo illuminato appariva assai più grande di un semicerchio.
    Nella stessa guisa continuò egli queste sue osservazioni sino al 16: nei giorni 17 e 18, che precedettero le congiunzioni, e così in quelli che vennero dopo sino al 22, nè il tempo permise che si osservasse, nè, se pure fosse stato favorevole, se ne avrebbe avuto alcun vantaggio, attesa la troppa vicinanza di Venere al Sole. Al 23, 25 e 30 osservò a un dipresso gli stessi fenomeni prima veduti; di modo che, prima e dopo la congiunzione, ci vide che le due punte, settentrionale cioè e meridionale, sempre apparivano prolungate entro l’emisfero oscuro, ora però sotto forma di acutissimo uncino, ora di una striscia, ora con una tinta suboscura, ora con maggiore, ora con minor vivezza, ora col colore azzurro-pallido, ora più incurvate, ora meno, ora più da un lato, e meno dall’altro.
    Una circostanza però merita sopra le altre di essere qui particolarmente notata, e si è che, quando la punta meridionale si stendeva entro l’emisfero oscuro con tutta la sua luce, non si vedeva affatto quel barlume grigio suboscuro, che in forma di striscia accompagnava la punta settentrionale. Ma quando la punta rimaneva circoscritta entro i suoi termini, allora la descritta striscia appariva all’una e all’altra punta. Ciò fu in particolar modo osservato il 10 e il 30 marzo. Dopo questo tempo