Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/70

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RELAZIONE CON RAMSDEN. 61

sì tosto giungeva Londra. Non tardarono ad essere uniti. Ma, intanto che frequentava il celebre ottico, recavasi pure nell’officina di Giosia Eméry, valente

    ciò all’una e all’altra punta si sarebbe certamente veduta una parte del lembo oscuro debolmente illuminata, siccome si può chiaramente raccogliere dalle osservazioni del 10, in cui il prolungamento delle punte non essendo stato sì grande come al 9, si giunse a riconoscere in parte l’effetto dei crepuscoli.

    lettera iii.

    Il signor Schröter, dopo di avere sì chiaramente dimostrata l’esistenza di un’atmosfera intorno a Venere per mezzo della scoperta dei suoi crepuscoli, si fa ad investigare l’estensione dei medesimi sopra la superficie del pianeta, e quindi la densità, l’altezza dell’atmosfera e le altre sue proprietà, che con quella della nostra Terra hanno qualche rapporto. Parte in questa seconda ricerca dalle misure accuratamente e più volte replicate così del diametro apparente di Venere, come del prolungamento delle punte boreale e settentrionale del suo crescente entro l’emisfero oscuro. Avendo pertanto ritrovato che il diametro era prossimamente di 60" di un gran cerchio della sfera, e di 8" la lunghezza di ciascuno dei due prolungamenti delle punte sì ne viene che, considerati questi 8" come la corda di un arco che appartiene ad un cerchio, il di cui diametro è di 60", ossia ridotti in gradi di un cerchio di Venere, essi sottenderanno un arco di 15° e 19': è però facile a riconoscere, che questo arco non misura la vera estensione del crepuscolo, ma l’apparente. La vera è sempre nella direzione dei raggi, che dal Sole cadono sul pianeta, e la presente, che chiamò apparente, è nella