Pagina:L'astronomo Giuseppe Piazzi.djvu/72

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RELAZIONE CON RAMSDEN. 63

gitudine. Pensava, e pensava bene, che tutto quanto potesse concorrere a rendergli più sicuro e men arduo l’esercizio della scienza, e dovesse imprenderlo diret-

    di Venere, e l’estensione del crepuscolo apparente, e fu trovato quello di 60’’ e questo di 8’’; se si riduce, io dico, in parte di questo gran cerchio della sfera, non risulterà, che di soli 2’’ 45. Essendo quindi sì piccola la sua estensione, non dee recar meraviglia come esso non si sia veduto che all’estremità della punta del crescente, e non alle altre parti del cerchio inferiore; e ciò tanto maggiormente, che la sua debole luce dovea essere sopraffatta dalla maggiore e molto più viva dell’emisfero illuminato. Di un altro fenomeno si rende poi ancora facilmente ragione, cioè come solo pochi giorni prima e pochi giorni dopo della congiunzione si sia chiaramente giunto a distinguere il crepuscolo. Poiché, in primo luogo, vicino alla congiunzione inferiore dobbiamo noi vedere tanto più esteso il crepuscolo nella direzione del piano, che separa l’emisfero rivolto verso la Terra dall’opposto, quanto il pianeta è alla congiunzione più vicino. Il giorno 12, sei giorni prima della congiunzione, l’estensione del crepuscolo fu ritrovata di 8’’; se si fosse misurato nei giorni seguenti, si sarebbe sempre trovata maggiore, ed il giorno stesso della congiunzione sarebbe stata eguale al diametro stesso del pianeta. In secondo luogo verso la congiunzione il crescente è tenuissimo, e solo obbliquamente percosso dai raggi del Sole: per lo che, di tutte le sue fasi si è in quella che Venere riflette sulla terra una minore e più debol luce. Malgrado però che verso la congiunzione inferiore rispetto a noi il crepuscolo di Venere sia il massimo, così nella estensione come nell’intensità, se non vi sarà il concorso di altre e più favorevoli circostanze, potrà benissimo accadere, che non si veda. Infatti, nella congiunzione del