Pagina:La Divina Commedia Napoletano Domenico Jaccarino-Nfierno.djvu/157

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Dobbiam dire sinceramente che nulla lascia a desiderare e non ha parola che non sia bene spiegata ed adatta al nostro linguaggio. Il lavoro si pubblica sul giornale settimanale La Partenope.»


N.° 5.

La Domenica, Cronaca della settimana, unico scrittore sig. Francesco Mastriani, nel suo n. 38 anno II.° del 27 luglio 1867 stampò il seguente articolo:

«Sentiamo il debito di tributare una parola di elogio al sig. Domenico Jaccarino, per la difficile traduzione in dialetto napoletano, ed in versi, che egli sta pubblicando dello Inferno del Dante nel suo giornale Partenope. Quando si pensi alla difficoltà di ridurre nel linguaggio del nostro volgo Napolitano gli altissimi concetti del gran poeta italiano non si può far di meno di riconoscere nel sig. Jaccarino un merito non comune in questa sorta di lavori che chiedono un profondo studio del nostro dialetto e una piena intelligenza del testo.»


N.° 6.

Il Pazzo, giornale bisbetico, umoristico, politico, nel suo n. 2, anno I.° del 30 luglio 1867, pubblicò un articolo in dialetto che trascriviamo totalmente:

DANTE POPOLARE

SBOTATO A LLENGUA NOSTA

da lo bravo poeta

Mineco Jaccarino

Chillo grann’ommo de D. Giulio Genoino nsiemme a chill'autro alletterato de lo Barone Zezza, mme dicevano sempe, quanno erano vive, che sarria stato buono de fa na