Pagina:La Divina Commedia Napoletano Domenico Jaccarino-Nfierno.djvu/185

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vina Commedia ridotta in dialetto napoletano dal cav. prof. Domenico Jaccarino, scrittore filantropo infaticabile. Rendere popolare il divino poema, portandolo all’intelligenza di tutti è una impresa assai difficile, ma ad un tempo un atto di vero patriottismo, perchè insegna a scuotere il giogo papalino, che pesa ancora abbastanza sulla coscienza delle classi meno istruite; ed eccita e solleva il popolo a penetrarsi del concetto nazionale che non sempre si trova compreso da tutti, malgrado diversi anni di statuto. Gustavo Modena prima, ed Ernesto Rossi dopo, sono i due più chiari e migliori commentatori che io mi abbia conosciuto di Dante, perchè un canto della Divina Commedia da loro declamato mi era più evidentemente chiaro e meglio interpretato, che non leggendone i moltiplici commenti degli annotatori.

Il chiaro Jaccarino si rende pei napoletani il più felice interprete pel divino poema, e per tal modo si rende in alto grado benemerito del popolo che istruisce, e del paese al quale somministra un nuovo mezzo di progresso e di civiltà.

(Il Caserta di Caserta. — Anno VI, num. 31. — 10 novembre 1869.)

N.° 42.

È sortita la prima dispensa del Dante Popolare, o la Divina Commedia in dialetto napoletano, del cav. Domenico Jaccarino, con note del sig. G. Biagioli — Il traduttore metterà anche le sue note in dialetto napoletano nella traduzione, e spiegherà al popolo, per quanto gli sarà possibile, gli inesauribili tesori che sono racchiusi nel Divino Poema, pubblicando altresì a piccoli brani le biografie dei nominati da Dante — Lavoro che meritò di essere ricordato del professore Zhan alla Reale Accademia di Berlino con parole di lode, e si ebbe la superiore approvazione del Real Governo per rimpianto in Napoli di una scuola Dantesca Popolare.

(Il Demonietto di Monza. — Anno I, num. 7, — 14 novembre 1869.)