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il nuovo orientamento della donna ecc. 107


opere sono state tradotte in italiano, e fra altre anche il suo classico trattato sulla «Soggezione della Donna» che ha avuto l’onore di due edizioni italiane, ma che temo sia oggi del tutto dimenticato. E che Mill sia stato il primo a battersi seriamente per la causa femminile viene subito a sostegno di ciò che mi premeva di dirvi, e cioè che è stato in seno alla famiglia che il movimento inglese «pro suffragio femminile» ha avuto le sue prime origini. Fra Stuart Mill e sua moglie correvano infatti quei rapporti di intima intesa, intellettuale e spirituale, che costituiscono il matrimonio ideale, tanto che, morta la sua compagna nel 1858, troviamo prefisse al suo trattato sulla «Libertà» queste parole:

«All’amata e deplorata memoria di Colei che era l’ispiratrice e in parte l’autrice di tutto ciò che vi è di meglio nei miei scritti — all’amica e compagna il cui elevato senso di verità e di giustizia era il mio più forte incitamento, e la cui approvazione costituiva il mio maggior premio — dedico questo volume».

E nella sua autobiografia si riscontrano espressioni anche più commoventi colle quali l’autore ci dice che «perchè essa l’aveva desiderato, si sforzerebbe di cavare il miglior frutto possibile dalla vita che gli rimaneva, adoperandosi per le cause a lei care con quel tanto di forza che poteva derivargli dai ricordi di lei, e dalla comunione con la di lei memoria». Questa dunque fu la fonte da cui derivò la tenace, efficace, sempre fedelissima opera spiegata da John Stuart Mill per la causa della donna: fu l’impeto integro di un grand’uomo, ispirato da una grande donna.

Fu nel 1867 che Mill trovò la prima occasione per chiedere al Parlamento il suffragio femminile — presentando la sua proposta nella forma di un emendamento