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sono le sue espressioni più istintive, si può dire. — Io vi ho tracciato finora qualcosa come l’apoteosi del­l’Istinto che, uscendo dai limiti strettamente egoistici della famiglia, diventa un baluardo per la nazione intiera e, all’occorrenza, fra le nazioni. Questo è già una cosa grande, si può dire, ma non però la più grande. Non l’istinto, ma l’intuito è il più grande potere della donna — il lume dello spirito, non il lume della carne. Vediamo qui dunque gli effetti del­l’intuito.

Se l’istinto sano e generoso basta a farle accettare una giusta guerra, è l’intuito che le fa spesso distinguere a volo fra il giusto e l’ingiusto, e opporsi, sempre con lo stesso senso di realtà, a tutto ciò che sente come motivazione e argomentazione artificiale. Che la donna sia più vicina alla natura e che per questo protegga spesso l’uomo da tutto ciò che è artificiale nella vita, è, su un livello più materiale, abbastanza riconosciuto. L’Hartmann, per esempio, nella sua opera su «L’Incosciente» ha questo passo notevole: «La vera donna» dice «è un prodotto della vera natura. Sul suo cuore l’uomo che si è allontanato troppo dall’Incosciente, può trovare un vigore nuovo, e imparare a contemplare con rispetto la sorgente profonda e pura della vita universale». Verissimo, ma l’Hartmann purtroppo si ferma qui, perchè sembra non conoscere altro che la donna primitiva. Egli sembra ignorare quelle moltissime donne nelle quali, per la natura spirituale evoluta, l’intuito è diventato una guida sicura, istantanea e potente, non meno, ma più dell’istinto. Egli teme, e giustamente, il predominio della sola ragione, con tutti i suoi effetti artificiali, e per questo vorrebbe tener lontana la donna dalla vita pubblica, che richiede il costante esercizio della ragione. Ma la donna evoluta