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20 giannina franciosi


gie; apriamo loro il passo e sia cooperazione unanime, fratellanza senza limite di sesso o di rivalità.

Per quanto da taluni osteggiato e deriso, il risultato di attività intelligente, il vero valore, vengono riconosciuti; l’opera della donna nell’ora presente n’è stata la migliore illustrazione. Quegli stessi che negano alla donna una coltura senza barriere, l’esplicazione di diritti acquisiti mercè il lavoro e lo studio, la necessità di formarsi una sua propria individualità indipendente, è purtanto a donne intelligenti, colte, operose, ch’essi si rivolgono per aiuto, per conforto, per cooperazione, soltanto che...... tale cooperazione preferirebbero rimanesse per modestia femminile ben celata nell’oscurità di quelle tali quattro pareti.

Del resto formi la donna in sè stessa una coscienza vigilante ben consapevole prima dei propri doveri e dopo dei propri diritti e il nuovo cammino che l’ora presente le apre non le sarà aperto invano. Tra le mie personali conoscenze per non trarre esempi da donne di altri tempi dirò che molte ne ho conosciute che mirabilmente s’indirizzavano verso quello sviluppo armonico di tutte le forze, del quale è oggetto in questi nostri ragionamenti. Ma tre sopra tutte le altre son ben scolpite nella mia mente e nel mio cuore: Julia Ward How, Adelaide Maraini Pandiani, Giuseppina Bianchi Cortima e dinanzi alla loro memoria m’inchino con quel senso di reverenza che si prova di fronte alla tangibile espressione di un interiore potere. Ricordo di aver conosciuto a Boston nell’inverno 1910 Julia Ward How novantenne. La «candida vegliarda» la «madre veneranda», quasi nivea nel biancore del volto incorniciato dai candidi capelli appoggiata al braccio di una delle figlie a sua volta già nonna, mi venne incontro festosamente conservando un sorriso