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la donna e il suo nuovo cammino 21


ancor giovanile negli occhi chiarissimi. Mi prese amichevolmente le mani e mi disse con voce ancor calda di vibrazioni in italiano perfetto: «Lei dunque viene da Roma, la città del mio amore. L’Italia è stata la madre della mia anima». Per quarant’anni essa s’era dedicata a mille cause di redenzione pubblica; dall’educazione dei ciechi di un istituto dei quali il marito era direttore, a quella delle guerre per l’indipendenza della Grecia e dell’Italia; dall’abolizione della schiavitù negra, alla guerra civile del 1861 per l’integrità della Repubblica, e a lei si deve «Te battle Hymn of the Republic» ancor oggi l’inno nazionale di America. Patrocinando con lo stesso fervore la riforma delle prigioni e la causa del suffragio femminile, in ogni opera essa portava il contributo di seri studi filosofici e sociali e il valore interno di una fede indiscussa ed una dolce serenità di spirito.

Essa fu centro meraviglioso d’irradiazione; sposa ispiratrice e confortatrice fu madre di cinque figli, ch’essa allevò con le cure più sollecite, brillando dinanzi a loro come faro che non può estinguersi e questo faro dalle pareti domestiche irradiò lontano la sua luce additatrice. Ed io in quella terra del lavoro in cui ogni fattore umano vale per quanto ha potere di energia attiva incontrai uomini già adulti, rotti a tutte le lotte sociali, che con un senso di riverente riconoscenza mi parlavano di lei come «Madre» appellativo che racchiude l’elogio più eletto che si possa attribuire ad una donna, nel riconoscimento della sua più larga e più nobile affermazione.

Da noi, in questa terra ispiratrice d’arte e di raccoglimento, qua, tra le mura sacre di Roma, io conobbi Adelaide Maraini negli ultimi anni della sua lunga vita e la sentii circondata da un’aura di luce