Pagina:La Ferrovia Genova-Piacenza per la valle di Trebbia.djvu/13

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Trebbia, una economia di 141.270 kilogrammetri, corrispondente ad un minor reale percorso di 11.270 m., e cioè, come si è detto or ora, di 12 chilometri in cifra tonda.

Nel condurre il tracciato quale risulta dal progetto, di cui s’è dato or ora un cenno sommario, si è fatta totale astrazione dalle borgate, a cui avvicinarsi più o meno colla linea; perchè, trattandosi d’una grande arteria transappennina tendente ad un valico alpino, e quindi con carattere internazionale, si è ritenuto che gli interessi locali dovessero cedere il passo a quelli generali, in via assoluta, senza alcuna restrizione.

Ma è accaduto in questa, come sempre accade in simili contingenze, che un altro progetto è sorto, limitato però al tronco Genova-Montebruno, a cui si arriverebbe con diverso tracciato.

Il progetto, ideato dagli ingegneri Oliva e Renaj, è essenzialmente distinto in due tronchi, Genova-Casella e Casella Montebruno, e contempla altresì un terzo breve tronco, Casella-Busalla.

Con quest’ultimo riesce un’ingegnosa nuova succursale a quella dei Giovi, limitata però, giova subito notare per non creare illusioni, a Busalla, e quindi una succursale tutt’affatto locale, perchè sul rimanente del percorso attraverso la catena dell’Appennino, da Busalla a Novi, rimarrebbe sempre la sola linea attuale, venendo così totalmente paralizzato il raddoppiamento, perchè limitato ad una parte sola della traversata montana. Continuerebbero quindi i 46 treni, che oggi si succedono con intervallo di 31 minuti sulla linea dei Giovi, ad avere a loro disposizione una sola linea da Busalla a Novi, e diremo anzi da Busalla a Piacenza; mentre colla nuova linea