Pagina:La Sacra Bibbia (Diodati 1885).djvu/452

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la tua bocca dimostra la tua iniquità, Poichè tu hai scelto il parlar de’ frodolenti.

La tua bocca ti condanna, e non io; E le tue labbra testificano contro a te. 

Sei tu il primiero uomo che sia nato nel mondo? O sei tu stato formato avanti i colli?

8  Hai tu udito il segreto di Dio, E ne hai tu sottratta a te la sapienza?

9  Che sai tu, che noi non sappiamo? Che intendi tu, che non sia appo noi?

10  Fra noi vi è eziandio alcun canuto, alcun molto vecchio, Più attempato che tuo padre.

11  Son le consolazioni di Dio troppo poca cosa per te? Hai tu alcuna cosa riposta appo te?

12  Perchè ti trasporta il cuor tuo? E perchè ammiccano gli occhi tuoi,

13  Che tu rivolga il tuo soffio, E proferisca della tua bocca parole contro a Dio?

14  Che cosa è l’uomo, ch’egli sia puro? E che cosa è chi è nato di donna, ch’egli sia giusto?

15  Ecco, egli non si fida ne’ suoi santi, Ed i cieli non son puri nel suo cospetto;

16  Quanto più abbominevole e puzzolente È l’uomo, che beve l’iniquità come acqua?

17  Io ti dichiarerò, ascoltami pure, E ti racconterò ciò che io ho veduto;

18  Il che i savi hanno narrato, E non l’hanno celato, avendolo ricevuto da’ padri loro;

19  A’ quali soli la terra fu data, E per mezzo i cui paesi non passò mai straniero.

20  L’empio è tormentato tutti i giorni della sua vita; Ed al violento è riposto un piccol numero d’anni.

21  Egli ha negli orecchi un romor di spaventi; In tempo di pace il guastatore gli sopraggiunge.

22  Egli non si fida punto di potere uscir delle tenebre; Egli sta sempre in guato, aspettando la spada.

23  Egli va tapinando per cercar dove sia del pane; Egli sa che ha in mano tutto presto il giorno delle tenebre.

24  Angoscia e tribolazione lo spaventano; Lo sopraffanno come un re apparecchiato alla battaglia.

25  Perciocchè egli ha distesa la sua mano contro a Dio, E si è rinforzato contro all’Onnipotente;

26  E gli è corso contra col collo fermo, Co’ suoi spessi e rilevati scudi;

27  Perciocchè egli ha coperto il suo viso di grasso, Ed ha fatte delle pieghe sopra i suoi fianchi;

28  Ed è abitato in città desolate, in case disabitate, Ch’erano preste ad esser ridotte in monti di ruine.

29  Egli non arricchirà, e le sue facoltà non saranno stabili, E il suo colmo non si spanderà nella terra.

30  Egli non si dipartirà giammai dalle tenebre, La fiamma seccherà i suoi rampolli, Ed egli sarà portato via dal soffio della bocca di Dio.

31  Non confidisi già nella vanità, dalla quale è sedotto; Perciocchè egli muterà stato, e sarà ridotto al niente.

32  Questo mutamento si compierà fuor del suo tempo, E i suoi rami non verdeggeranno.

33  Il suo agresto sarà rapito come quel d’una vigna, E le sue gemme saranno sbattute come quelle di un ulivo.

34  Perciocchè la raunanza de’ profani sarà deserta, E il fuoco divorerà i tabernacoli di quelli che prendon presenti;

35  I quali concepiscono perversità, e partoriscono iniquità, E il cui ventre macchina fraude.

16
  E GIOBBE rispose e disse:

2  Io ho più volte udite le stesse cose; Voi tutti siete consolatori molesti.

3  Finiranno mai le parole di vento? Ovvero, di che ti fai forte, che tu replichi ancora?

4  Se l’anima vostra fosse nello stato dell’anima mia, Anch’io potrei parlar come voi, Mettere insieme parole contro a voi, E scuotervi il capo contra.

Ma anzi io vi conforterei con la mia bocca, E la consolazione delle mie labbra rallenterebbe il vostro dolore.

6  Se io parlo, il mio dolore non però si rallenta; E se io resto di parlare, quanto se ne partirà egli da me?

7  Certo, egli ora mi ha straccato; E tu mi hai, o Dio, diserta tutta la mia brigata.

8  E mi hai fatto diventar tutto grinzo, Il che è un testimonio del mio male; La mia magrezza si leva contro a me, e mi testifica contra in faccia.

9  L’ira sua mi ha lacerato, ed egli procede contro a me da avversario; Egli digrigna i denti contro a me; Il mio nemico appunta i suoi occhi in me.

10  Hanno aperta la bocca contro a me, Mi hanno battuto in su le guance per vituperio, Si sono adunati insieme contro a me.

11  Iddio mi ha messo in poter del perverso, E mi ha fatto cader nelle mani degli empi.

12  Io era in istato tranquillo, ed egli mi ha rotto; E presomi per lo collo, mi ha tritato, E

Rom. n. 34.

Giob, 1. 15, 17.

1 Cor. 2. 11. Sal. 14. 3. 1 Giov. 1. 8, 10. 1 Tess. 5. 3, < Giob. 13. 4.

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