Pagina:La guerra del vespro siciliano.djvu/326

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310 la guerra [1283]

cardinali1 che concederebbe que’ reami a un de’ figliuoli di Filippo l’Ardito, a scelta del re o della santa sede s’ei tardasse, eccetto il primogenito sempre. Nè lasciò occasione d’allungar la mano nei patti fondamentali della nuova dinastia; pretendendo immunità ecclesiastiche larghissime, omaggio e censo a Roma2. A trattar queste e le altre condizioni dell’impresa, avea già inviato legato pontificio Giovanni Chollet, cardinal di Santa Cecilia; che venne a corte di Francia con Carlo d’Angiò innanti il dì del duello3; e con quell’autorità, scrive Montaner4 che dalla terra annoda e scioglie ne’ cieli, annullò i giuramenti della lega di Filippo con Pier d’Aragona. Durò assai più fatica a vincer le opinioni de’ consiglieri del re, dette di sopra e accettate da’ prelati e baroni, che componeano il parlamento, non scaduto per anco a mera corte di giustizia, e rappresentante, com’or direbbesi, gl’interessi della nazione, o delle classi privilegiate che se ne arrogavano il nome.

Nè credo confondere i nomi e le idee d’oggidì con quei del secol decimoterzo, se dico che non solo la corte di Francia volle far patti accorti con Roma, ma che anco il parlamento non amava gittar su la nazione tutto il peso d’una guerra che a lei nulla giovava, ma a Carlo d’Angiò, alla

  1. Saba Malaspina, cont., pag. 394.
  2. Bolla del 27 agosto 1283, in Raynald., Ann. ecc., 1283, §§. 25 a 32; e in Rymer, Atti pubblici d’Inghilterra, tom. II, pag. 252 e seg.
  3. Nangis, Vita di Filippo l’Ardito, in Duchesne, Hist. franc. script., tom. V, pag. 542.
    Tolomeo da Lucca, Hist. ecc., lib. 24, cap. 12, in Muratori, R. I. S., tom. XI.
    Veg. anche Saba Malaspina, loc. cit., e Geste de’ conti di Barcellona, cap. 28.
    Gl’intendimenti di casa di Francia in questa guerra, e le sollecitazioni di Carlo I d’Angiò son detti apertamente da costui nel diploma del 5 ottobre 1284, docum. XXIII.
  4. Montaner, cap. 79.