Pagina:La guerra del vespro siciliano.djvu/356

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340 la guerra [1285]

due frati inglesi Ugone di sant’Edmondo e Gualtiero di Seggefelt di venire in Sicilia per lo re Eduardo a visitare e consolare il prigione1), affrettavasi Giacomo a fare per sè, pria che il prigione gli escisse di mano. Va a trovarlo egli stesso a Cefalù; ottien promessa da lui per impazienza del carcere o saputa degli eventi d’Aragona, che cederebbegli ogni ragione su l’isola, darebbegli sposa Bianca sua figliuola, e con altri parentadi strignerebbersi le due case d’Aragona e d’Angiò. I quali patti, quanto men valeano per la prigionia di Carlo e ’l dubbio diritto di Giacomo a fermarli, tanto più Giacomo volle rafforzar di giuramenti sul vangelo e doppio scritto, l’un per sè stesso, l’altro per ispacciarlo al padre. Allor trascelti i fidatissimi cavalieri Ramondo Alamanno, Simone de Lauro, e Guglielmo de’ Ponti, si fa dar sacramento, che la persona di Carlo rassegneranno a re Pietro; e avvenendosi nel viaggio in forze nimiche, a lor potere difenderansi, ma, sopraffatti, troncheranno il capo al prigione, e gitteranlo in mare, perchè nè anco il cadavere riavessero i nimici. Di Cefalù a Palermo; quindi coi tre cavalieri Carlo s’imbarcò per Barcellona; e giunsevi nelle ore estreme di Pietro2.

Il quale, poichè Alfonso si partì da lui, sentendo la mortal forza del morbo, lasciar volle solenne discolpa

  1. Diploma in Rymer, Atti pubblici d’Inghilterra, tom. II, pag. 296.
  2. Bart. de Neocastro, cap. 99; ed a cap. 112 replica questi patti la bocca dello stesso Carlo, quando liberato vedea per la prima volta il papa. Montaner a cap. 115 narra con manifesto anacronismo questo passaggio di Carlo lo Zoppo in Catalogna. Il Surita, Ann. d’Aragona, lib. 4, cap. 72, afferma che ci fossero strumenti pubblici de’ preliminari di Cefalù. In un breve d’Onorio IV, dato il 4 marzo 1287, presso Raynald, Ann. ecc., detto anno, §. 6, si legge che Carlo lo Zoppo, essendo prigione in Sicilia, avea trattato la cessione di quest’isola con le adiacenti e la diocesi di Reggio. Veggasi anche Rymer, Atti pubblici d’Inghilterra, tom. II, bolla di Niccolò IV, data a 15 marzo 1288.