Pagina:La guerra dell'Italia.djvu/12

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duto. Ci dava quello che volevamo, ma col fiele in bocca, giurando di ripigliarci tutto e anche di più in un’altra occasione. E in quest’altra occasione che cosa sarebbe successo? Ritorniamo all’esempio del tuo vicino prepotente. Viene un giorno che in tutta la contrada non se ne può più delle prepotenze sue e dei suoi compari. Lotta generale. Tutti dicono: — O ci liberiamo una volta per sempre da questa gente che ci vuol tenere il piede sul collo o caschiamo per terra. Ma non cascheremo, se ci stringiamo insieme tutti quanti siamo offesi, minacciati, danneggiati dai prepotenti. E tu che fai? Ti contenti di riavere qualche palmo del grosso pezzo di campagna che il tuo vicino si è appropriato, senza pensare che ancora ti chiude lo sbocco alla strada provinciale, ancora ti può togliere l’acqua per le ortaglie, ancora ti può tener in mano e stroncarti quando vorrà; ti contenti di portargli via qualche cosa, tanto per crederti furbo e soddisfatto, e ti metti alla finestra a guardare quelli che lottano e che si sacrificano. Va bene. Passa il tempo; e un giorno cominciano per te i guai terribili. Il prepotente vuol fare la sua vendetta contro di te. I suoi compari l’aizzano. Tu ti difendi