Pagina:La guerra dell'Italia.djvu/8

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 6 —

Lorenzo. — Però, signor Dottore, noi povera gente non la sentivamo questa malattia pericolosa, e invece sentiamo che disgrazia è la guerra! Insomma, quest’Austria non ce l’aveva con noi. Era in guerra con altri popoli e noi ci lasciava stare. Siamo stati noi che abbiamo voluto far la guerra con l’Austria.

Il medico. – Fa conto, Lorenzo, che un proprietario prepotente ti tiene chiuse le tue campagne impedendoti il passaggio per uscire alla strada provinciale, ti minaccia di toglierti l’acqua per le ortaglie, ti sta continuamente sopra per approfittare d’un tuo bisogno o d’una tua disgrazia e spezzarti, come si dice, le gambe; però, quando si trova in guai con altri, ti lascia arare in pace la campagna che è tua e magari fa finta di esserti amico e ti saluta per primo, come certi consiglieri quando si fanno le elezioni pel Comune. Immagina, anche, che questo vicino prepotente e figlio di prepotenti si sta godendo un pezzo di campagna tua, che ha arraffato al tempo dei tuoi nonni. Tu non hai mai rinunziato a ripretendere quello che ti spetta di diritto, ma andare davanti al tribunale