Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/157

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— Aquì, señor.

E indicò con tutta naturalezza il vicino campo di grano turco.


*


Ed ebbi invidia della sua sicurezza e della sua liberta. (Questo vagabondo non mi chiese elemosina; ma baciò la moneta che io gli diedi).


*


Questo vecchio, errante, mi richiama ora alla mente un altro suo fratello di vita errante e mistica. Era pur esso un vecchio, scalzo e cencioso, e lo incontrai su la via del Santuario di Caravaggio.

Portava sul capo nudo un’enorme ritorta corona di grosse spine.

A me che m’accostai per interrogarlo, mandò un grido lugubre, senza inflessione, come fauno i muti, e con le mani indicando la sua corona, spiegò: «Ma non vedi che cosa faccio? Io porto la corona delle spine per tutti voi».


*


La notte mi sono sognato quel vecchio muto che portava la corona di spine. Ma quando mi sono dentato, avevo lo gocce del sudor freddo