Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/166

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si era trasformata niella prosa di Alessandro Manzoni. Alessandro Manzoni nelle scuole? Ma dove si andrà, a finire, signore Iddio! No! la curia gli amareggiò con gratuita crudeltà! la vita serena. Monsignor il vescovo gli sottrasse a torto Dante e il Petrarca. Egli non era un liberale. Era una piccola anima, paurosa della grande vita umana, che per lui era termine equivalente ad una grande malvagità umana. Era per lui la vita una disarmonia fatale, ed egli rifuggiva in cerca di armonia o di bontà entro un fioretto di San Francesco. O quanto mi sdegnai leggendo in quelle sue ricordanze questa narrazione fredda dell’omicidio del signor Ruggero Pascoli! Non un fremito, non una parola di maledizione o ribellione per così barbaro misfatto. Ma come fui in quel cimitero l’animo mio si mutò stranamente. Il misterioso canto del Dio Pan, il ritmo grande e uniforme delle cicale, le molte tombe ripetevano insieme: «Se così è scritto nel libro del mistero, perchè ribellarci? Preghiamo, piuttosto». Ed io sentii che ogni imprecazione era morta in me e che la mia anima era diventata come l’anima di quell’antico prete. Preghiamo piuttosto.

E il libro di   M y r i c a e   non è una preghiera moderna?