Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/215

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Quale affetto le inturgidiva la voce e quali parole ardite le rapiva il vento? quale forza maturava questa adolescente? quali segreti ella rivelava alla compagna?

Parole d’amore, di acerbo e nuovo amore, che ella confidava alla compagna.

Al mio improvviso sopraggiungere, tacque: mi riconobbe: salutò con rispetto.


*


Partì questa piccina in carrozza, il dì seguente. La carrozza era piena di valigie: ella attendeva timida fra il babbo e la mamma. Tutta vestita d’un abitino grigio quasi da educanda, era proprio lei quella che avea veduta su la riva del mare?

— Si è divertita quest’anno, signorina?

— Sissignore.

— Tornerà un al tiranno?

— Se il babbo e la mamma lo vorranno, sissignore, — e nulla di più le usciva di bocca. Or va, torna alla casa tua, pudica, alle faccende domestiche. Attendi l’ora della legge che suonerà e attendi l’amante legale. Ma strano è come la natura abbia fretta e sia operosamente precoce. Essa, la gran forza, aveva già ben maturata quell’adolescente per quel-