Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/242

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 234 —

I sorveglianti delle valli sono distribuiti in casette bianche, lungo i cordoni sabbiosi, arsi e solinghi delle valli. Eremi di trappisti! Ogni custodia è di tre guardie e un caporale: un berretto turchiniccio li distingue.

Che cosa fanno tutto il giorno?

Vorrei poter riferire la parola colorita e caustica del barcaiuolo che ne guidava a Pomposa.

Una lieve bava di vento aveva permesso d’issare una piccola vela di tarchio: e il barcaiuolo ritto a poppa, — bello e placido uomo — deposto il moto uniforme e lento del   p a r a d e l l o   (specie di forcola con cui è spinta la battana quando pel basso fondo non si può usare il remo), ragionava con noi.

Ma riferire testualmente le parole del barcaiuolo, non potrei. Come rendere il mirabile stile, a scorci, a figure? Tutte le figure della rettorica entravano, nembo vivo e fiorito, nel suo parlare. Come rendere l’arguzia boccaccesca del franco suo dire?

I guardiani il dì oziano anch’essi. Stare sdraiati è il loro ufficio. Ognuno allestisce con cura il suo desinare. Cominciano con minuto studio e per tempo a preparare il soffritto e gli intingoli per le infinite varianti dell’unico cibo, l’anguilla. Anguilla e vin di bosco, alternati fino a completa stazzatura dello stomaco! Ciò fatto, accensione della pipa chiog-