Pagina:La lanterna di Diogene.djvu/281

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

— 273 —

questa strada! Il carro entra nei cumoli della neve e si rischia di fare altre tappe. Per fortuna, no: la neve è dolce, soffice. Speriamo di non essere ribaltati!

A Perlino mettono il sale! — insegna il signor professore di filosofia. «Da noi no, caro collega!» — A Perlino mettono il sale su le rotaie dei tram per sciogliere la neve e fare correre i medesimi. — «Da noi non ancora». Del resto il compianto è universale. «Morire con ventitrè anni di servizio quando ci vogliono al minimo ventiquattro anni di servizio, sei mesi e un giorno per aver diritto alla pensione!». Eh, lo so! è doloroso! Il problema della vita per noi, cari colleghi, è ridotto a questi termini: si muore bene quando sono compiuti i ventiquattro anni, sei mesi e un giorno. Io ho sbagliato di un anno. «Che c’aggio a fa?» Sono andato a Montecatini per questo. Del resto, io che sono il più direttamente interessato, accetto il mio destino senza discussione.

Ecco attraversiamo il parco. L’effetto del parco sotto la neve è splendido; ne convengo con voi. Ecco il recinto per l’Esposizione prossima. Che tumulto di vita sarà qui in questo parco fra sei mesi. Ma oggi pare fatto a posta per il passaggio dei morti. Osservate, colleghi, altri tre convogli neri si profilano nel

Panzini. La lanterna di Diogene. 18