Pagina:La madre (1920).djvu/218

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che ella mi riporti una seconda volta con sè, come da bambino, e che io possa ricominciare una nuova vita.

Ma sentiva che tutto questo era esaltazione; che non aveva il coraggio di fare quanto pensava.

E perchè poi? In fondo era certo che Agnese, a sua volta, non avrebbe tenuto la minaccia. Perchè dunque andarsene? Neppure il pericolo di tornare da lei e di perdersi con lei lo minacciava più: ormai aveva superato la prova.

Ma l’esaltazione lo riprendeva.

— Eppure devi andartene, Paulo; sveglia tua madre e partite assieme. Non senti chi è che ti parla? Sono io, sono Agnese. Tu credi davvero che io non terrò la minaccia? Non la terrò forse, eppure ti dico lo stesso di andartene. Tu credi di esserti staccato da me? Ed io sono dentro di te, sono il mal seme della tua vita. Se tu resterai qui non ti abbandonerò un istante; sarò l’ombra sotto i tuoi piedi, il muro fra te e tua madre, fra te e te stesso. Vattene.