Pagina:La poetessa Saffo al salto di Leucade, 1817.djvu/8

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          Vieni a quest’anima
               La vita a rendere,
               O cara immagine
               Del mio tesor.

Odesi strepito d’Orchestra. S’oscura il Cielo, lampi, e tuoni.

Ahimè! Che sarà mai!
Quai lampi ardenti!
Tuona alla destra
Il vacillante suolo,
E più non mi sostienì:
Misera i In questo di par che rovini
A spavento dell’empio
La Terra, il Monte, il Simulacro, e il Tempio.
coro.
          Taci, che al fine
               Il Dio del Canto
               Col tuo bel pianto
               Si placherà.

Si vede sortire dal Tempio il Sagrificatore, il quale annunzia il seguente oracolo.

O FANCIULLA DI LESBO,
IL FOCO DELL’AMOR, CHE TI CIRCONDA
S’ESTINGUERÀ’ DI LEUCADE NELL’ONDA
saffo.
Che sento! È dunque questo
Il decreto fatale? il divin labbro
La gran sentenza proferi. Si corra
S’obbedisca al suo cenno. Ardita e franca