Pagina:La sciarada, appendice alle antiche poetiche.djvu/17

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 16 ―

E piacerà, quando l’intero corpo,
E de’ membri ciascun, fra i varii obbietti,
310Che l’infinito di Natura emporio,
E della sua rivale in mostra pone,
Quelli presenterà, che destar sanno,
Mercè di lochi di persone o cose,
Vivaci fantasie, memorie illustri,
315Dolci affetti, o magnanimi, ricordi
D’usi, di riti, d’arti e di mestieri.
A ciò fra le otto schiere, in cui si parte
L’immensa truppa delle voci umane,
È de’ nomi acconcissima la schiera;
320Però de’ nomi che solinghi stanno:
Gli altri, che lor si addopano, e che solo
Sprimono qualitade, atti son meno.
E la milizia del drappel diverso,
Onde azion s’accenna e non già cosa,
325Che i primi segue ognor, più de’ secondi
Utile all’uopo trovasi e piacente.
Alcun vantaggio puoi da’ vicenomi
Trarre, ma scarso; ed è più scarso molto
Quello trarrai da copule, da avverbii,
330Da proposizion, da segnacasi,
Articoli, e simíl genía di voci,
Che della mente la capace tela
Vôta, siccome pria, lasciano bianca.
Meglio l’altre farien, ma rare sono,
335Cui fuori scaglia un forte interno moto
D’odio, d’amor, di tema, o di speranza,
Latinamente dal lanciarsi dette;
Chè piace sempre chi favella al core.
Quando giunge il primier, la terra tutta
340S’allegra e ogni animal; roco foriero
Di piova è l’altro; per ortense ajuola,
O di balcon donnesco in fittil vase,
Delle nari delizie il tutto vedi.
Al verno, o Donna, fra le danze e i suoni