Pagina:La traviata.djvu/20

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Germont                                      Mio figlio!..
Oh quanto soffri... tergi, ah tergi il pianto,
Ritorna di tuo padre orgoglio e vanto.
Alfredo (disperato siede presso il tavolino col volto tra mani)
Germont Di Provenza il mare, il suol — Chi dal cor ti cancellò?
Ai natio fulgente sol — Qual destino ti furò?...
Oh rammenta pur nel duol — Ch’ivi gioia a te brillò,
E che pace colà sol — Su te splendere ancor può.
Dio mi guidò!
Ah il tuo vecchio genitor — Tu non sai quanto soffrì!..
Te lontano, di squallor — Il suo tetto si coprì...
Ma se alfin ti trovo ancor, — Se in me speme non fallì,
Se la voce dell’onor — In te appien non ammutì..
Dio mi esaudì!
Nè rispondi d’un padre all’affetto? (abbracciandolo)
Alfredo        Mille furie divoranmi il petto...
Mi lasciate... (respingendolo)
Germont                               Lasciarti!...
Alfredo                                                   (Oh vendetta!) (risoluto)
Germont        Non più indugi, partiamo,... t’affretta...
Alfredo (Ah fu Douphol!)
Germont                                   M’ascolti tu?
Alfredo                                                          No.
Germont        Dunque invano trovato t’avrò?
No non udrai rimproveri;
Copriam d’oblio il passato;
L’amor che m’ha guidato
Sa tutto perdonar.
Vieni, i tuoi cari in giubilo
Con me rivedi ancora;
A chi penò finora
Tal gioia non niegar.
Un padre ed una suora
T’affretta a consolar.
Alfredo (scuotendosi, getta a caso gli occhi sulla tavola, e vede la lettera di Flora, la scorre ed esclama:)
Ah!.. ell’è alla festa!.. volisi
L’offesa a vendicar. (fugge precipitoso seguito dal padre)