Pagina:La traviata.djvu/32

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a 2 Null’uomo o damone, angelo mio,
Mai più staccarti potrà da me.
Parigi, o cara, noi lascieremo,
La vita uniti trascorreremo:
De’ corsi affanni compenso avrai,
La tua (mia) salute rifiorirà.
Sospiro e luce tu mi sarai,
Tutto il futuro ne arriderà.

Violetta Ah non più... a un tempio... Alfredo andiamo,
Del tuo ritorno grazie rendiamo... (vacilla)

Alfredo    Tu impallidisci!...

Violetta                                     È nulla, sai...
Gioia improvvisa non entra mai
Senza turbarlo un mesto core... (si abbandona come sfinita sopra una sedia col capo cadente all’indietro)

Alfredo    Gran Dio!... Violetta!... (spaventato sorreggendola)

Violetta                                     È il mio malore... (sforzandosi)
Fu debolezza... ora son forte...
Vedi?... sorrido...                                   (sforzandosi)

Alfredo    (desolato)            (Ahi cruda sorte!...)

Violetta    Fu nulla... Annina, dammi a vestire...

Alfredo    Adesso!... Attendi...

Violetta    (alzandosi)            No... voglio uscire.

Annina    (le presenta una veste ch’ella fa per indossare, e impeditane dalla debolezza esclama:)

Violetta    Gran Dio non posso!... (getta con dispetto la veste e ricade sulla sedia)

Alfredo    (Cielo!... che vedo!...)
Va pel dottore... (ad Annina)

Violetta    (ad Annina)        Digli... che Alfredo
È ritornato all’amor mio...
Digli che vivere ancor vogl’io...

Annina    (parte.)

Violetta    Ma se tornando non m’hai salvato, (ad Alfredo)
A niuno in terra salvarmi è dato.