Pagina:Laerzio - Vite dei filosofi, 1842, I.djvu/191

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158 capo x, euclide.

nuto. — Dimorando presso Tolomeo Sotere, fu, non so con quali argomentazioni dialettiche, interrogato da Stilpone; e non potendo, in su due piedi sciorle, e pel altre cose rimprocciato dal re, udì fra gli scherni anche il Cronos. Uscito impertanto dal convito, e composto un libro su quella controversia, finì nello avvilimento la vita. — È nostro su di esso:

     Diodoro Cronos, qual demon ti traggo
        A vil disperazione, onde le stesso
        Entro il Tartaro cacci, di Stilpone
        Gli enimmatici detti in van tentando
        Sciorre! Dunque sarai tenuto certo
        Kronos, ma senza l’Erre e senza il Kappa.

VIII. E tra i successori di Euclide, anche Ietia figlio di Metallo, pel quale il cinico Diogene compose un dialogo, e Clinomaco da Turi, che primo scrisse degli assiomi, dei predicamenti e di altre cose simili, e Stilpone da Megara filosofo celebratissimo, di cui dobbiamo parlare.