Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/156

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BINDO BONICHI

     Per nïente hanno l’uom ch’è virtuoso,
10Se la fortuna l’ha posto in bassezza;
E fanno onore all’uom ricco e lebbroso.
     La turba stolta la virtù disprezza:
Credon nelle ricchezze aver riposo;
Cercan l’amaro e fuggon la dolcezza.




VII


     Tristo a colui che in le promesse spera,
Però che perde il tempo e l’aspettare.
Tristo a colui che si crede acquistare
Per l’altrui mani alcuna cosa intera.
5     Tristo a colui che non ha tanta cera
Ch’al suo bisogno possa suggellare.
Tristo a colui che si crede imboccare
Per altrui man. Quest’è per cosa vera.
     Tristo a colui, a quel che non s’ingegna
10D’aver da se di quel che gli bisogna
Per non venir a man di alcun che sdegna.
     Tristo a colui, a quel che per vergogna
Ripiega e non dirizza la sua insegna
Per seguitar aver quel ch’egli agogna.
15          Amico, fa che pogna
Qui la tua mente, e non mi far discendere
Più nel parlar; che tu mi debbi intendere.




VIII


     Mormora il popol c’ha mal signorato,
E ciascun quanto può fa sempre mède:
E il mormorar non de’ valer nè vale,
Considerando che da loro è nato.
5     Come il peccante nasce in nel peccato,
Cosi è la parte dell’universale:
Qual più par giusto, sarìa forse tale,
Se fosse posto nel simile stato.


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