Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/160

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BINDO BONICHI

Se del non vìrtudioso nasce il bono,
10O ver del bono uom di virtù privato;
Qual sarà onorato
Tra ’l virtudioso e chi da lui dipende?
Dassi danaio a chi derrata vende
Non a chi dal vendente è derivato:
15Follia porta al mercato
Chi vi compra campana senza suono.
     Elesse il popol uno,
Lo più degno d’onore,
Che fusse protettore
20Degli uomin boni e punitor de’ mali.
Or si trova ciascuno
Di lignaggio signore
O vero imperadore,
Divorator de’ minori animali.
25Lo signor si perverte e vien tiranno,
Quando fa contra quel che gli è commesso:
E ciò avviene spesso
Per l’elezion che va per modo iniquo.
Non si elegge il miglior, come d’antiquo,
30Ma per lignaggio: o ver qual è maggiore
Tien loco di pastore.
Tal ch’alia greggia fa disnore e danno.
     Se ’l municipio è tale
Che conservi in ragione
35Le singular persone,
Signor non ha che far, secondo il vero.
Ma la ragion non vale.
Quando ’l maggior propone
Di cogliere in cagione
40Quel ch’è minor, chè el fa del bianco nero
Sovente avven che l’uom c’ha gran balìa
Fa servo il liber per obligamento;
Ed apparne istrumento,
Onde poi chi succede il vuol per dritto.
45Se poi deven più forte quello afflitto,
A chi ’l gravò fa simil gravamento.
Ond’io discerno e sento
Ch’ogni signoreggiare è tirannia.


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