Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/198

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
JACOPO ALLIGHIERI

     Sopra di questi nove, per coperchio,
Sanza trattar di lor, fa divisione
27Di quei che son nel mondo senza merchio.
     Poscia nel primo, sanz’altra cagione
Che d’ordine di fè, mostra dannati
30Quei che hanno l’innocente offensïone:
     E quei che son più dal voler portati
De’ lor disìi che da ragione umana,
33Son nel secondo per lei giudicati:
     Nel terzo quella colpa ci dispiana
Con propri segni, c’ha dal gusto inizio,
36Da cui ogni misura sta lontana;
     E l’altre due opposizioni in vizio
Nel quarto fa parer per giusto modo,
39Che rifiutò il buon roman Fabrizio:
     Nel quinto l’altre due che son nel nodo
Del male incontinenti, ci fa certi
42Con accidioso ed iracondo brodo:
     E quei che son della malizia sperti
Con lor credenze eretiche e fiammace,
45Nel sesto dona lor simili merti:
     Seguendo, la bestial voglia fallace
Nel settimo la pon divisa in trèe:
48La prima vïolenza in altrui face,
     E la seconda offende pur a sèe,
La terza pur a Dio porge dispregio;
51E Sodoma e Gomorra con esse èe:
     Nell’ottava conclude il gran collegio
Della semplice frode, che non taglia
54Però la carta al fedel previlegio;
     E questo in diece parti cerne e vaglia,
Ruffiani lusinghieri e simonìa,
57E chi di far fatture si travaglia,
     Barattieri ed ipocrita eresìa,
Ladroni e frodolenti consiglieri,
60Commettitor di scismatica via,
     Con quei che fanno scandol volentieri,
Falsator d’ogni cosa in fare e ’n dire,
63Figurandoli a modi aspri e leggeri:


— 192 —