Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/306

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GIOVANNI BOCCACCI

XVIII


     Sovra li fior vermigli e’ capei d’oro
Veder mi parve un foco alla Fiammetta,
E quel mutarsi in una nugoletta
4Lucida più che mai argento od oro:
     E qual candida perla in anel d’oro
Tal si sedeva in quella un’angioletta,
Volando al cielo splendida e soletta,
8D’orïental zaffir vestita e d’oro.
     Io m’allegrai alte cose sperando,
Dov’io dovea conoscere che a Dio
11In breve era madonna per salire,
     Come poi fu: ond’io qui lagrimando
Rimaso sono in doglia et in desìo
14Di morte, per potere a lei salire.




XIX


     Dormendo un giorno, in sonno mi parea
Quasi pennato volar verso il cielo
Dietro all’orme di quella il cui bel velo
4Cener è fatto et ella è fatta iddea.
     Quivi sì vaga e lieta la vedea,
Ch’arder mi parve di più caldo zelo
Ch’io non solea e dileguarsi il gelo
8Ch’in pianto doloroso mi tenea.
     E, guardando, l’angelica figura
La man distese, come se volesse
11Prender la mia; et io mi risvegliai.
     Oh quanta la mia fu disavventura!
Poichè, se ella allor preso m’avesse,
14E sì qua giù non ritornava mai.




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