Pagina:Le Rime di Cino da Pistoia.djvu/47

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

DISCORSO PRELIMINARE

di mille cavalieri fiorentini facean paura a Giovan Galeazzo. Hanno le biblioteche di Firenze lettere di lui anche nella lingua materna; le quali dispiace che in tanto diluvio di pubblicazioni dei testi di lingua giacciano inedite. Egli era anche poeta, e si ricordava d’aver studiato nel canzoniere del Petrarca e nei latini, come appare da un suo sonetto; indirizzato, secondo il Crescimbeni, a una madonna Elena che era l’innamorata di Alberto degli Albizzi, il quale rimava anch’egli, come tutta la famiglia degli Albizzi, a quel che pare.

«In poesia compose molto e assai bene», dice il Crescimbeni ch’ebbe a vederne rime nei codici romani, Malatesta de’ Malatesti di Rimini, signore di Pesaro e senatore di Roma (1370-1429). — A noi piaccion più i quattro sonetti che pubblichiamo del conte di Battifolle; dei quali il primo poco conosciuto, inediti gli altri tre. È di lui a stampa un sonetto al Petrarca che incomincia: «Benchè ignorante io sia, io pur ripenso Nella mia mente i valorosi fatti De’ buon del tempo antico ed i lor atti, Che solo in ben fero ogni lor dispenso»;1 e v’è la risposta del poeta. E sono nella Riccardiana due epistole latine di Roberto al Petrarca, con le quali lo invita a visitarlo in Casentino ed a riconciliarsi colla patria2. Il Petrarca rispose rallegrandosi col conte del suo stile latino, e di trovar anxie doctum tale che egli avrebbe creduto militariter eruditum: tutto nella lettera del conte è pieno di filosofici e poetici fiori. Su ’l conto della patria risponde altieramente: «Non io lei, ma ella me abbandonò.3» Roberto era del ramo guelfo dei conti Guidi, e signoreggiò Poppi e altre parti del Casentino: fu bene affezionato ai Fiorentini, che gli commisero il comando delle loro milizie; colle quali espugnò San Miniato e disfece l’esercito de’ Visconti nel 1370: morì nel 74.

Per Buonaccorso di Montemagno i vecchi critici e molti de’ più recenti non hanno che lodi. Vincenzo Cal-

  1. Delizie degli eruditi toscani (Firenze, 1745), t. XIV.
  2. G. B. Baldelli: Vita del Petrarca, illustrazione VI.
  3. Petrarca: Senil., II, 6, 7.

— 41 —