Pagina:Le avventure d'Alice nel paese della meraviglie.djvu/40

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24 lo stagno

E sentì qualche cosa che sguazzava nello stagno, si rivolse e credette vedere un elefante di mare o un ippopotamo, ma si rammentò ch’era assai piccina allora, e scoprì ch’altro non era che un sorcio, cascato come lei nello stagno.

Pensò Alice, “Forse farei bene di parlare a questo sorcio. Ogni cosa è talmente straordinaria quaggiù che non mi stupirei se egli potesse parlare: ad ogni modo, proviamo.” E cominciò: “O Sorcio, sai tu la via per uscire da questo stagno? O Sorcio, io mi sento veramente stanca di nuotare quì!” (Alice pensò che quello era il vero modo di parlare ad un sorcio: non aveva mai fatto una cosa simile prima, ma si rammentò d’aver letto nella Grammatica Latina di suo fratello, “Un Sorcio — di un Sorcio — a un Sorcio — un Sorcio — O Sorcio!” ) Il Sorcio la guardò fissamente, la squadrò ben bene co’ suoi piccoli occhietti, ma non rispose niente.

“Forse non intende la mia lingua,” disse Alice; “scommetto ch’è un Sorcio Francese, venuto qui con Napoleone.” (Eh già! con tutte