Pagina:Le avventure d'Alice nel paese della meraviglie.djvu/41

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di lagrime. 25


le sue cognizioni storiche, Alice non sapea al giusto le date che citava.) E rincominciò “Où est ma chatte?” era questa la prima frase ch’avea trovata nel suo libriccino di Lingua Francese. Il Sorcio fece un salto nell’acqua, e tremò a verghe. “Le domando perdono!” soggiunse subito Alice, avvedendosi d’avere scossi i nervi delicati della bestiolina. “Avea dimenticato che lei non ama i gatti.”

“Amare i gatti, io!” sclamò con voce acuta e rabbiosa. “Amerebbe lei i gatti, se fosse me?”

“Forse no,” rispose Alice con voce carezzevole, “ma non si adiri, sa! Eppure io vorrei farle vedere Dina, la gatta nostra; se la vedesse ne sarebbe innamorato pazzo. La è una bestiolina tanto carina e quietina,” e nuotando svogliatamente e parlando talvolta a sè stessa, continuava Alice, “e fa le fusa per benino quando giace accoccolata presso al focolare, leccandosi le zampine e nettandosi la faccia — e l’è tanto soffice e soave alle carezze — e l’è proprio un paladino nell’afferrare i sorci — oh mi perdoni!” sclamò di nuovo Alice perchè

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