Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/140

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lare, ma stante la soverchia spesa cui si sarebbe andati incontro e la considerazione che l’operaio stanco, la sera non va a leggere, si volle per ora mantenere d’indole di circolante, con intenzione di ridurla anco a fissa qualora la provincia aumenti nuovi sussidi e si possa imporre una tassa ai frequentatori.

La statistica della lettura crebbe di mese in mese, come il popolo potè gustare i libri, e così mentre in ottobre si lessero soli 32 volumi, in novembre furono 86, in dicembre 269, in gennaio 440, in febbraio 533, in marzo 552; in un anno poi, dal 2 marzo 1868 al 20 marzo 1869, si distribuirono 2172 volumi e s’incassarono lire 114.

Le entrate generali della Società erano al 31 dicembre 1868 di lire 4,100 delle quali lire 1856 da Corpi morali e elargizioni, lire 2,117 dai soci, lire 127 da proventi diversi.

Le spese ammontarono di lire 3,361, delle quali lire 1,753 per compra di libri, lire 565 per onorari agli impiegati, lire 359 per illuminazione e riscaldamento, lire 182 per spese d’impianto, lire 400 spese di stampa.

Il patrimonio sociale era costituito dell’avanzo di cassa in lire 839 78, del costo libri in lire 1,970 e dei mobili lire 160.

Il preventivo si compone pell’anno 1869 di lire 839 residuo di cassa, lire 200 offerte dalla Banca Nazionale, lire 950 contributo di soci, lire 500 calcolo approssimativo delle tasse di circolazione, lire 250 premio e sussidio del Ministero.

Nel catalogo che abbiamo veduto messo a stampa ci parve che la scelta potesse farsi anco più pura; è da desiderarsi altresì che i libri vi