Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/21

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buon bibliotecario, a cui per agrario di responsabilità o fatica potrà aggiungersi l’opera collegiale della presidenza o di due membri del Consiglio. Il bibliotecario è l’anima della Biblioteca, egli dee riconoscere nelle sue funzioni un vero apostolato e applicarvi tutto il cuore e tutta la sua attività; colla grazia dei suoi modi e i lumi della sua intelligenza dea guadagnarsi l’affetto e la confidenza del pubblico; il lettore dee trovare in lui una guida benevola che lo diriga saviamente con acconci consigli.

In generale si può dire che la Biblioteca non deve avere alcuna tendenza esclusiva, sia politica, sia religiosa; che la letteratura ricreativa giova assaissimo come miele destinato a far inghiottire la bibita meno dolce della scienza, e che avendo l’operaio bisogno di qualche cosa d’attraente che gli sia di sollievo alla fatica, sarebbe stoltezza negare il primo posto al buon romanzo nella Biblioteca popolare.

Sarà bene stampare i cataloghi distinti per materie, presso a poco cosi: — Romanzo; Poesia; Teatro; Educazione, morale; Scienze sociali; Geografia e viaggi; Storia; Arti e mestieri; Riviste e periodici; Miscellanee1; — e dar pubblicità ai nomi dei donatori; annettere alla Biblioteca la Scuola degli adulti, le letture in comune o pubbliche d’argomento popolare, industriale, in cui si rivelino le curiosità della scienza pratica: bisogna finalmente che l’inaugurazione della Biblioteca prenda occasione da qualche solennità pubblica.

E poiché il tempo è moneta, sarà utile adottare per la distribuzione dei libri il sistema del

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  1. I piccoli opuscoli si possono legare in miscellanee per materie.