Pagina:Le biblioteche popolari in Italia dall'anno 1861 al 1869.djvu/24

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tino l’indicazione del prezzo ed il sigillo della Società in prima ed ultima pagina, ed a mezzo del volume. La durata del prestito non passi i trenta giorni coll’obbligo ad ogni socio di conservare i libri in buono stato ed indennizzare la Biblioteca in caso di perdita o deterioramento. Con questi piccoli mezzi si può iniziare un’opera grande. I contributi speciali dei soci effettivi, i doni dei buoni cittadini, dei comuni e delle provincia la faranno in breve prosperare. Le Società di mutuo soccorso devono ricordare questo detto di un vero amico del popolo, Beniamino Franklin: Non si può mettere dell’oro in tutte le borse, ma si può arricchire tutte le anime colla coltura dell’intelletto e del cuore!

Come si può fondare una Biblioteca popolare

in un Comune.

Non v’è comune, fatte poche eccezioni, così disgraziato da non avere nel suo seno alcune persone agiate ed istruite. Queste promuovano fra loro una colletta di danaro e di libri; il sindaco faccia stanziare dal Consiglio comunale un piccolo fondo annuo. Il locale si trova facilmente nella casa comunale, o nella scuola, o presso un privato qualunque, e un armadio qualsiasi può bastare al collocamento dei libri. Bibliotecario potrà essere il maestro di scuola, o la persona scelta dal Consiglio o dalla Commissione incaricata della Biblioteca. I libri si potranno leggere anco nel luogo; ma è preferibile il prestito, che permette all’operaio ed al contadino di leggere nelle ore di ozio, di rileggere e di pensare sulle cose dette, di ritirarsi nella sua casetta e fare una lettura in comune. Sarà forse